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LA GIADA DI PAO YU
Il signer McCloskey svoltó all'angolo del Bund con I'ex-consolato inglese e prese la stradina parallela al Fiu-me Piccolo, dove, di fronte quasi al palazzone delle Shanghai's Mansions, sulla riva opposta, I'aspettava una cena in casa del suo assistente locale, Pao Yu. Questi viveva nell'appartamento che uno zio di Hong Kong si era com-perato per il giorno in cui sarebbe tornato a vivere da pensionato nella citta abbandonata dopo il 1949. Fu sor-preso quando, dopo aver bussato, gli venne ad aprire una ragazza americana scamiciata, i seni in vetrina, con l'aria abbastanza eccitata. Entró e credette di ricono-scere Pao Yu, ma quello si presentó con un altro nome.
«Sono John Lee Pao — disse — il cugino. Pao Yu ha dovuto recarsi d'urgenza a Wuxi dove suo padre e molto grave. Venga, le faccio conoscere i nostri amici, di Pao Yu e anche miei. Sono arrivato ieri da Hong Kong e resteró col Quarto Cugino durante le feste!».
Il signor McCloskey non fece subito caso alio scam-bio di persona, ma la vicenda gli parve poco chiara fin dal momento in cui la ragazza di prima — «I am Kathleen» — gli aveva offerto un whisky per poi correre verso la consolle a cambiare la cassetta di folk-music che sta-vano ascoltando. «Questa Cina che e sempre piu un mi-scuglio di oriente e occidente — riflette — non riesco a capire quel che succedera ».