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Passi dell'epistolario di Van Gogh
Van Gogh ha prodotto due opere colossali: quella figurativa, consistente in disegni e in dipinti; e quella letteraria, come a giusto titolo si qualifica il suo vastissimo epistolario. Annotazione pressoché quotidiana delle poche, deludenti vi-cende concrete, ma incessante, esasperata introspezione, sfogo a una solitudine irrimediabile, confessione senza remore né veli, rivelazione illuminante di un mondo interiore sterminato, esso si snoda durante diciotto anni, dall'agosto 1872 sino alia morte, nel luglio 1890: l'ultima lettera fu tro-vatá addosso all'artista ormai spentosi, ed era stata vergata il giomo stesso del suicidio, il 27 luglio.
E un patrimonio tramandatosi quasi intatto e che, ap-parso dapprima in frammenti e attraverso edizioni parziali, fu ricomposto, nel centenario della nascita del pittore, nei quattro volumi preparati amorevolmente e scrupolosamente dalla cognata, la vedova del fratello Theo : Verzamelde Brie-ven van Vincent van Gogh, uitgegeven en toegelicht door zijii schoonzusíer J. van Gogk-Bonger, Amsterdam-Anversa, We-reld-Bibliotheek, 1953 (seconda edizione riveduta e accre-sciuta, 1956), che, in oltre milleseicento fittissime pagine, nu-merano cronológicamente le lettere e ne danno i testi nelle loro lezioni originali — in olandese, in francese o in inglese —, accompagnandoli con la riproduzione di tutti gli schizzi che vi si contengono. Edizione imponente, che si arricchisce di alcune lettere scritte da Theo al fratello e ad altri, nonché da alcuni dei corrispondenti, di una biografía del pittore, di mano della cognata, e di numeróse armotazioni e chiose a cura della stessa o di suo figlio, Tlng. V. W. van Gogh.
Su di essa furono esemplate le altre edizioni (ove i testi sono tutti volti in una sola lingua),' apparse rispettivamente negli Stati Uniti, in Italia e in Francia: The Complete Letters of Vincent van Gogh with Reproductions of all Drawings in the Correspondence, tre volumi, Greenwich (Connecticut), New York Graphic Society, 1958 (1959^), traduzione di C. de Dood; Tutte le lettere di Vikcent van Gogh, tre volumi, Milano, Silvana Editoriale d'Arte, 1959, traduzione di Marisa Donvito e Beatrice Casavecchia; Correspondance complete de Vincent van Gogh enrichie de tous les dessins originaux, tre volumi, Parigi, Gallimard-Grasset, 1960, traduzione di M. Beerblock e L. Roelandt, introduzione e note di Georges Charensol. In quest'ultima edizione, piu ricca di sette pezzi inediti, le lettere (che nella olandese e nelle altre
due appaiono per lo piu raggruppate a seconda dei loro de-stinatari) sono state riunite in un'unica successione crono-logica, non, del resto, agevolmente determinabile, poiché ordinariamente le lettere non recano indicazioni di date.
Cosí come risultano in tali edizioni (e specificamente in quella francese), le lettere scritte dal pittore, e sm qui perve-nute, superano le ottocento: sarebbero, precisamente, 821. La massima parte e data da quelle indirizzate al fratello Theo, i cui contatti epistolari col pittore subirono una pausa solo durante gh anni parigini del 1886 e del 1887, che Vincent e Theo trascorsero insieme: 668, sei delle quali rivolte insieme a lui e alla moglie, che sara poi l'ordinatrice del-l'epistolario; e di esse, 466 scritte in olandese, due in inglese - dali'Aja, nel maggio 1882 -, e 200 in francese: sette da Cuesmes e Bruxelles dal lugHo 1880 al gennaio 1881, e le restanti 193 durante Tintero periodo francese, dal giomo deU'arrivo a Parigi, il 28 febbraio 1886, a queilo del colpo di rivoltella a Auvers. E la lettera a cui e stato assegnato il numero 652, poiché undici numeri sono saltati, ma ventuno sono ripetuti (con l'aggiunta, al numero, deUa sigla a) e sei sono ripetuti una seconda volta (sigla b).
Oltre al corpus di quelle inviate al fratello, l'epistolario comprende, con numerazioni a parte e distinte da sigle, tre altri gruppi di lettere: 58 in olandese^ad Anthon van Rap-pard (RI - R58); 22 in francese a Emue Bernard (B 1 -B21, nonché B19a) e 22 aîla sorella Wühelmina (W 1 -W 23, ma la W 10 non e di mano del pittore; sei delle quali in olandese e 16 in francese); nonché, frammiste a quelle a Theo, e quindi con la loro stessa numerazione e aggiunta di sigle, cinquantuno altreî dodici alla madre; sei a Gauguin e altrettante alla famiglia Van Stockum-Haanebeek ; quattro al padre e alla madre insieme, e altre quattro ai coniugi Ginoux; tre a John Russell; due ciascuno alio zio Comelis, alla cognata Johanna, moglie di Theo, a A. H. Koning e ai Fumée padre e figlio; una ciascuno, infine, a Paul Signac, E.G. Boch, J.J. Isaacson, Anton Kerssemakers, H.M. Levens, Octave Maus, Albert Aurier e al pastore Jones.
Poiché le lettere rispecchiano, con una lucidita senza prece-dentie attraverso un'analisiportatasin oltre i confiîii proustia-ni, l'animo e il pensiero di chi le scriveva, e poiché durante l'ultimo suo decennio quella deila pittura fu l'unica, accanita, maniaca idea di Van Gogh, e naturale che le considerazioni