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II 'sistema' di Seurat
II genio freddo, schivo, di Seurat ha dato l'im-pressione ch'egli fosse un calcolatore provocante e silenzioso. Da esse non traspaiono né "humour' né pas-sione. A partiré dalla Baignade (1884), l'artista presenta regolarmente a un pubbhco disorientate i qua-dri piu studiati che esistano. Nulla, neU'aspetto stesso di quelle opere, nelle tonalita di volta in volta aspre e dolci, nella distribuzione dei tocchi di colore, sembra conforme, non solo alie consuetudini tradizionali, ma a quelle semplicemente normali della pittura. Si di-rebbe che Seurat si sforzi di estendere meccanica-mente a tutta la tela alcuni particolari accidental! della fattura, che si ritrovano, per esempio, in Rubens, in Watteau, in Delacroix; ma come si puô basare l'intiera composizione su tali accordi ricondotti ap-pena a uno stretto gioco dei complementari ? La grande rivendicazione della pittura moderna e la liberta d'invenzione e di esecuzione: qui, invece, ci troviamo di fronte a un pittore che sembra rinunciare d'un sol tratto a ogni sua opportunita, compiacendosi d'in-catenare la spontaneita fin nei minimi movimenti. E, secondo una formula che mai ha avuto senso mag-giore, questa strana operazione e condotta 'di delibe-rato proposito'. Lo afferma lo stesso Seurat a Charles Angrand: "La gente trova una poesia in ció che fac-cio. No ; applico semplicemente il mío método, nien-t'altro". Eccentricita o superiore scienza? La conclu-sione, in fondo, non e mai stata nettamente tirata.
Thomas Mann mette in bocca all'eroe del Dottor Faustus ragionamenti analoghi. A parte il wagneri-smo, il patético e il demoniaco, si ritrova l'identico personaggio fascinoso e indecifrabile del grande gio-catore intellettuale, l'identico sorriso ironico a fior di labbra. La dottrina elabórala da Adrian Leverkühn e piu o meno ricalcata, e noto, su quella di Schonberg, e forse in Seurat c'e, in piu di un senso, non poco del Pierrot lunaire.
Fer immaginare che cosa potesse attirare verso Seurat un giovane pittore del 1885, basta rifarsi al-
l'affermazione espressa da Thomas Mann per bocca del suo musicista: "Noi avremmo veramente bisogno di un maestro che c'imponga un sistema, di un "ma-gister' che insegni l'obiettivita e l'organizzazione, ab-bastanza geniale per conciliare il rinnovamento, e per-sino l'arcaismo, con lo spirito rivoluzionario ". Gli aspetti antitetici dell'impresa di Seurat harmo infatti taie ampiezza e taie complessita. Dopo tutto, egli e nato soltanto dodici anni prima di Paul Valéry e le prime riflessioni intransigenti del discepolo di Mallarmé sulla necessaria epurazione del "principio poético' sono pressappoco contemporanee del Circo, opera in cui, sotto il gioco degli arabeschi e le sottili disso-nanze di tono, l'organizzazione matematica del quadro e stata spinta ai limiti del possibile.
Ci dicono che George Seurat e il fondatore di una scuola nuova, lo sperimentatore intrépido di una teoría "scientifica", il riformatore dell'impressionismo. Ma e proprio questo che ci intéressa? Come tutti coloro che hanno l'ossessione del "sistema', Seurat credeva di essere l'uomo del destino, ció che appare gia dalla sua curiosa mancanza di biografía, cioe dalla totale sottomissione della sua vita - vita breve, spezzatasi a meno di trentadue anni - alia propria arte. II suo volto calmo, "assiro', lo conosciamo grazie agli amici, ma non da un solo autoritratto ; e rimpiangeremo per sempre quello che aveva dipinto - secondo l'uso dei maestri di un tempo - nello specchio appeso sopra la Giovane che s'incipria (1889-90), e che la sciocca ri-flessione di un amico gli fece sostituire con un vaso di fiori. La sua storia tende a confondersi con la cronología delle sue opere ; la sua personalita s'annulla dietro il lavoro, con una discrezione quasi aggressiva. Risultato di tale riservatezza e che Seurat appare come un artista che non abbia avuto giovinezza nel senso abituale di questa parola. Ignorandone il corso delle meditazioni ma conoscendone le letture - dalla lettera a Fénéon del giugno 1890 -, si tende a sup-plire alia mancanza delle prime mediante alcune an-