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Mito e laicismo di Giorgione
La realta piu precisa di Giorgione e la sua irrealta. La sola certezza che abbiamo di lui e che nulla di lui e certo. Egli appartiene sotto questo aspetto a quelle figure d'artisti che confinano con le figure degli eroi.
Con le debite distanze di tempo e di genere viene in mente Omero, di cui tutto e vaga e amorosa attri-buzione e dal quale scaturisce un fenomeno piu che im personaggio, il fenomeno "omerico' piu che il per-sonaggio Omero. Cosi, un poco, awiene del fenomeno 'giorgionesco' e dell'uomo Giorgione : dal 'giorgio-nesco' deriviamo Giorgione, piu che da Giorgione il 'giorgionesco'. Accomunate da una altissima radiazio-ne di potenza creativa, da un originalissimo e ineffa-bile lirismo, da un equilibrio, inédito prima di esse, fra la natura e la creatura umana, alcune opere ci fatmo desumere un ben definite autore al quale le at-tribuiamo. La figura di Giorgione nasce con questo procedimento inverso, nel quale l'opéra e la madre e I'artista il figlio, e non viceversa come sempre accade. Delle tele che riteniamo di sua mano, parafrasando Pirandello potremmo dire "dipinti in cerca d'autore".
Incerta la sua data di nascita. Incerto il suo nome : Zorzo o Zorzi? E Barbarella, di casato, o Barbarelli, o addirittura tutt'un'altra faccenda, nonostante la me-desima iniziale, e cioe Bonetti? Incerto perfino, per qualche dubbio sia pure labile, il suo sangue: di fa-miglia veneta (Castelfranco) o lombarda (Bergamo)? Incerte le opere : nessuna d'esse firmata ; e delle opere incerto il significato: la piu parte d'esse — e so-prattutto quelle che con minore esitazione si ritengono sue — enigmatiche e per certi versi indecifrabili. Incerta nientedimerio la morte : finito di peste, come dice il Vasari (" Mentre Giorgione attendeva ad onorare e sé e la patria sua, nel molto conversare che e' faceva per trattenere con la música molti suoi amici, s'inna-morô d'una madonna, e molto goderono e l'uno e l'al-tra de' loro amori. Awenne che nell'anno 1511 ella in-fettô di peste, non ne sapendo perô altro, e pratican-
dovi Giorgione al solito, se gli appiccô la peste di maniera, che in breve tempo nell'eta sua di trentaquattro anni se ne passo all'altra vita"), o morto d'un grande 'chagrin d'amour', secondo quanto attesta il suo fantasioso biografo secentesco Ridolfi (" godendosi Giorgio in piaceri amorosi con donna da lui ardentemen-te amata " essa gli fu "sviata di casa da Pietro Luzzo da Féltre, suo scolare per lo che datosi in preda alla disperazione terminó di dolore la sua vita, non ritro-vandosi altro rimedio alia infettazione amorosa, che la morte ")?
Effettivamente tutto di lui sfugge alia realta, quasi la realta sia una violenza, una brutalita ch'egli non possa sopportare. Tutto di lui si sottrae alla 'costrizio-ne della realta' proprio secondo quanto awiene degli eroi, la cui biografia e sempre aereiforme, come, per citare esempi di natura varia e a caso, in Achille o in Romolo, in Sigfride o in Robin Hood (ed e la confer-ma della "destinazione alla liberta' appunto degli eroi, per i quali la stessa storia costituisce una prigione, tanto che non sono mai materia di storia vera e propria bensi di leggenda sia pure inscrita nella storia).
Non a caso degli eroi noi conosciamo il piu delle volte solo caratteri di natura generale indicativa piut-tosto che descrittiva, tale che spetta poi a noi, al nostro amore e alia nostra fantasia di conferirgli l'incar-nazione che ci riesce piu congeniale. Per tornare a Giorgione, tutto quel che sappiamo di lui e che era una creatura grande, forte, bella ed estremamente sen-sibile : neUa descrizione che ce ne da il Vasari lo si di-rebbe una specie di angelo músico posatosi sulla terra da un cielo misterioso, tutto pregno d'una gentile ed estatica sete degli uomini e della natura. "Dalle fat-tezze della persona" scrive testualmente il Vasari "e dalla grandezza dell'animo chiamato poi col tempo Giorgione". Un accrescitivo 'majestatis', dunque. Una dimensione fisica e morale alla quale non basta il nome normale di Giorgio, ma che richiede una maggio-re proporzione: Giorgione. Immaginiamo un corpo