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Apocalisse contadina
In principio, bastó una semplice canna di legno a favorire facili interpretazioni e illazioni su Pieter Bruegel. Successe perché il giovane pittore fiammingo si innamoró d'una servotta, assai piu vogliosa di diver-tirsi che non d'accasarsi. Bruegel invano le promette-va il matrimonio, la ragazza, bugiardissima, seguitava a ingannarlo. II pittore cerco di persuaderla con un patto: prese una canna e decise che per ogni bugia avrebbe inciso una tacca nel legno. Se entro un breve tempo la canna fosse stata crivellata come uno zufolo, addio bella Innamorato ma non sciocco, Bruegel, per meglio provare la ragazza, scelse una canna assai lunga, che tuttavia ben presto si riveló intaccata fino al fondo.
E un aneddoto boccaccesco, e per via di aneddoti simili fu giudicato Bruegel lungo circa tre secoli. Lo si vide contadino e poi borghese, cattolico di stretta osservanza e poi "libertino', umanista e poi filosofo e poi satírico; e stato ritenuto un seguace di Hierony-mus Bosch e poi l'ultimo dei primitivi, il grande pittore della tradizione fiamminga e poi un semplice realista, un paesaggista, un pittore di genere, un inven-tore di realta favolose Persino Baudelaire giudico l'arte di Bruegel "un cafarnao diabolico e grottesco che si puo interpretare soltanto come una sorta di gra-zia singolare e satanica". Una critica seria su Bruegel il Vecchio non prese avvio che nell'ultima decade del-rOttocento.
E tuttavia Bruegel non sfugge ancora alia definizione di popolare, alia destinazione piu consumistica. Lo vediamo noi, oggi, riprodotto su copertine di qua-derni scolastici, appeso sopra i caminí di osterie pre-tenziose, stecchito su portaceneri e fermacarte, su calendar! e agende da borsetta.
Eppure lui fu diverso, tutt'altro che proverbiale : in pieno Cinquecento, non decoró altari o chiese o palazzi o altri luoghi pubblici, ma dipinse per gli amici, per i pochi collezionisti che lo amavano molto; fu
in Italia per circa due anni, ma di quell'Italia dav-vero regale, dove lavoravano Michelangelo e Leonardo, non avverti — sembra — che certi paesaggi; fu amico di incisori, di cartografi, di stampatori anziché, fatte le debite eccezioni, di duchi, re, cardinali, papi; non fu quel "burlone" che parve a diversi critici otto-centeschi francesi, ma un uomo mite, serio, di poche parole, gran lavoratore, attento a scoprire i peccati al-trui, pronto a ritrarli, benché odiasse a morte ogni forma di pettegolezzo quotidiano.
Certo, e il pittore del mondo contadino, di un mondo scoperto fino al piu minuto particolare anatómico, e di costume, e di atteggiamento. Ma e un mondo contadino visto senza compiacenze, senza idillio, dove persino Cristo e umiliato, dove la fede e derisa o ridotta a semplice oggetto di superstizione, dove la crapula e la paura e la deformazione fisica e morale sono all'ordine del giorno anche se entrano in paesaggi di sogno, tra grani e faggi, tra querce e giaggioli, tra fieni e miti pecore e dolci covoni e acque in riposo e ghiacci virginali.
II fiore di Bruegel e il cardo, solido, spinoso, concreto. La sua luce e gialla, alita da tetti di paglia, da guanee cotte al sole, da mani callóse, da campi grassi. L'uomo che egli colpisce in un quadro e rachitico, un essere non neU'ordine maestoso della natura, ma un tragicómico scherzo che si rotola sotto il sole e niente aflEerra, niente capisce. Ció che quest'uomo ha inven-tato e che dovrebbe rispettare giace nei dipinti come un simbolo ormai ignoto : e una chiesa, e una Madonna alie quali i contadini beoni voltano le spalle, e una chiesa, e una Madonna davanti alie quali si svi-luppano commerci, si vende il pesce, si litiga, si urla, si contano quattrini, ci si sbaciucchia con musi porci-ni, si fa mercato e osteria. Anche i bambini, in Bruegel, non vcngono perdonati : giá i loro volti paffuti de-nunciano l'avidita futura, un'avidita paesana e bassa, pronta a stripparsi nei lunghi inverni nordici, pronta a gozzovigliare, a barattar denari, a far camevali. Sal-