Bővebb ismertető
Nel 1878 Alessandro D'Ancona, recensendo alcune indagini di fonti leopardiane condotte da Licurgo Pieretti, cosi esprimeva il suo desiderio di un commento dei Canti, e indi-cava brevemente quelli che, a suo giudizio, dovevano esserne i metodi e gli scopi: « Questi studi analitici, e appunto perché analitici veramente proficui, ci hanno fatto sorgere piu vivo un desiderio che da lungo tempo nutriamo, e che vorremmo veder effettuato, di un commento alie poesie del Leopardi I classic! moderni vanno trattati come gli antichi: e noi ap-plaudiamo al commento del Martinetti sulle Grazie del Fo-scolo, a quello del Venturi sugli Inni del Manzoni, e vorremmo che per altri moderni, ad esempio pel Parini e pel Leopardi, si facesse ció che per altri e stato felicemente com-piuto. II Leopardi non si capisce bene se non da chi abbia a mano e a mente i greci, i latini, gli italiani antichi; e Fautore stesso nelle Annotazíoni filologiche alie prime dieci Canzoni, ha mostrato il método e la via dell'interpretazione. Un commento poético insieme e storico e filologico e indispensabile: molte allusioni desunte dalla vita e dalle condizioni momenta-nee o dalle opinioni costanti del Leopardi vanno delucidate: molti passi e voci, illustrati: molte imitazioni e reminiscenze, additate » (« Rassegna settimanale », I [1878], p. 482). C'e una allusione al De Sanctis nell'inciso (« e appunto perché analitici veramente proficui ») del primo periodo? Puo darsi. Ma e certo significativo che il critico napoletano e il maestro della scuola storica si incontrassero nella persuasione della « classicita » del Leopardi, e che, proprio negli stessi anni, sia pure per diverse vie, si preoccupassero di consacrarla, il primo concludendo con una interpretazione complessiva i suoi studi interno al « poeta diletto della sua giovanezza »; il secondo fissando le linee di un commento dei Canti, in cui fossero raccolta e sviluppate le ricerche « analitiche » che il D'Ancona