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Devesi ai moderni studiosi dell'arte senese, dal Milanesi al Lisini e al Bacci, se oggi la vita di Duccio, il maggior pittore che Siena abbia avuto tra il sec. XIII e il XIV, ci appare ormai inquadrata nel suo tempó da documentate notizie che testi-moniano delle sue vicende di cittadino, della considerazione ch'egli godé presso i contemporanei, e in qualche parte della sua atti-vitá d'artista.
Non si conosce con sicurezza la data della nascita di Duccio, che tuttavia puö supporsi in localitá Camporegio nella parrocchia di San Donato, tra il 1255 e il 1260. Gli fu padre un Buoninsegna; fratello un Bonaventura, da cui nacque il pittore Segna; e alla sua morte, avvenuta tra il 1318-19, gli sopravvissero la moglie Taviana e sette figli.
Altri documenti accennano a multe inflitte all'artista dagli impla-cabili reggitori di Siena per infrazioni di varia natura (notevole quella notiíicatagli nel dicembre del 1302 per non essere andato con le milizie cittadine a guerreggiare in Maremma), e altri infine a pagamenti per modesti lavori di decorazione di casse in cui si riponevano gli atti ofi'iciali, o di copertine dei libri del Camer-lengo o dei Provveditori del Comune.
Di maggior rilievo é perö il ricordo che si fa di Duccio nelle vecchie carte a proposito della sua attivitá di artista: nell'aprile del 1285, quando da parte della Compagnia di Laudesi di Santa Maria Novella di Firenze si commette a Duccio « quondam Bo-