Bővebb ismertető
ITADOKT QUA, ITADOKT LA I contenuti e le forme della conoscenza umana possono essere tramandati e possono rina-scere solo se vengono trattatl in modo attlvo dagll studiosl. Se tali forme, fuori dalle linee consuete delle pedanterie superficlali - prive, a loro volta, di un vero centro concettuale e in un certo senso passive - vengono, dl volta in volta, reinterpretate e rielaborate e le vie e gli spazi da loro offert! vengono curati e ampliati, garantendoc! di orlentarci con ponderatezza e coraggio verso orizzonti sempre piu ampi, gli spazi del futuro, occupati anche da noi, sa-ranno sempre plu ampi e accogllentl.Usare questi spazi e queste forme della conoscenza non e solo una responsabilité, ma anche una sfida da parte nostra: fonte di emozioni Intellettuali e vitali. L'appropriazione reinterpretativa delle esperienze inerentl a tali forme e in grado di aprire i nostri occhi a po-tenziali nuovl entro le cose rltenute gla conosciute, stimolandocl ad acquisire nuove esperienze. Questa ricerca creativa si basa su responsabillta individuali, ma di sollto si svolge in uno spazio comune: in gruppi di lavoro, in istituzloni di ricerca e in circoll dl amici. In cosi tanti tipl dl ambient! che possiamo dircl fortunati se Ii sentiamo tutti familiari. La sensazio-ne dl questa familiarita e inseparabile dalla vera conoscenza - nella conoscenza solitaria non c'e osmosi ed essa porta In sé il rlschio di una lenta essicazione. L'arduo lavoro collettl-vo fa invece nascere delle amicizie e I'amlclzla ispira nuovi lavorl comunl.In seguito a una decisione da lungo maturata, ma anche, In un certo senso, Improvvisa, i dottorandi e 1 professori del Programma d'ltallanistlca della Scuola di Dottorato In Studi letterari dell'ELTE, in collaborazlone con i professori e gli student! del Dipartimento d'ltalla-nistica, hanno voluto crearsi questo spazio famlllare, in modo tale che la disciplina affidata a nol - e sempre plú a loro, ai giovani -, ossia la letteratura e la storia della civilta Italiana, ramo dal grande passato negli studi ungheresi dl filología moderna, possa portare avanti e sviluppare la magnífica esperienza con la quale la cultura italiana cl irradia da plu dl un millennío.Questo e stato il nostro obiettivo nella creazione dell'Ateller ITADOKT: un atelier che, adattandosi aile sfide nuove e a quelle ereditate, partendo dalle circostanze, dal tempo e dallo spazio attuali e con la continua esigenza dl un ampliamento e superamento di essi, sia In grado dl presentare e arrichire I risultati di questa cultura e dl questa sclenza nelle forme plu adatte e coinvolgentl. Nel 2009 abblamo lanclato anche II CIrcolo Itadokt, che, con una frequenza mensile, offre la possibilité ai giovani ricercatori, ma soprattutto ai dottorandi dl esporre lo stato e gli aspetti Interessanti delle loro ricerche. Prendendo Ispirazione dal convegno d'italianistica organizzato nel 2008 dai nostri giovani e meno giovani colle-ghl deirUnIversita degli Studi dl Szeged, ora abblamo deciso dl organizzare nol. In nome dell'Ateller ITADOKT, Il secondo convegno Internazionale* nell'aprile del 2010. Incontro che, d'ora in pol, offrira anche la possibilité dl un'organizzazione regolare. Per la realizzazione dl taie convegno i nostri dottorandi, con l'aluto dei loro professori e di altri studenti, hanno lavorato intensamente per diversi mesi. Il buon esempio ha sollecitato anche altri, cosi, per l'attuazione dell'evento, si sono trovati varl sponsor, informazioni puntuall sul quall si possono trovare sfogllando le pagine delle nostre pubbllcazioni - prima dl tutto quelle del present! Att! - o visitando il nostro sito Internet.Invece dl un elenco sbrigativo, mi sla permesso dl far riferimento ai nostri sostenlto-rl piu vicini e generosi, che, nonostante le circostanze non faclli della situazione attuale, hanno ritenuto l'Inlziatlva abbastanza Importante e degna dl meritare un aluto: al Rettore'V-I'IEszter Draskóczy,Come pintor che con essempro pinga": I'lnfluenza ovidiana sulle metamorfosi vegetali della CommediaIntroduzioneNelle opere dantesche si possono individuare molteplici influssi dell'autore delle Metamorfosi. Nella Vita nueva e nelle Rime appare I'Ovidio del Remedia amoris, ossla l'autore per eccellenza della poesía amatoria. Nel capitolo XXV della Vita nuova^ Dante lo include tra i cinque poeti classic! - i quai! compalono cosi raggruppati anche nel canto IV deW'Inferno - presentándolo come Túnico in cui parii "Amore, si come se fosse persona umana" e attri-buendogli dunque il mérito di essere non solo il miglior conoscitore dell'amore, ma quasi una sua personificazione. Diverso é invece I'approccio di Dante nelle opere successive. Nel De Vulgari Eloquentia e nella Commedia, infatti, egli appare escluslvamente interessato al poeta antico in quanto autore delle Metamorfosi: nel De Vulgari Eloquentia (II, VI, 7), formulando un canone letterario, egli pone in primo piano il capolavoro di Ovidio, considerándolo alia pari con \'Eneide e con la Farsaglia: "Et fortassis utilisslmum foret ad illam habltuandam regulatos vidisse poetas, Virgilium videlicet, Ovidium Metamorfoseos, Statium atque Luca-num". Nel canto IV deW'Inferno lo troviamo nel Limbo, raggruppato nella schiera dei mag-giori poeti classic! (Omero, Orazio, Lucano e Virgiuo): "Mira colul con quella spada In mano,/ che vien dinanz! ai tre si come sire: // quelli é Omero poeta sovrano; / I'altro é Orazio sátiro che vene;/ Ovidio é 'I terzo, e Tultimo Lucano" (vv. 86-90).Nella Commedia Tinfluenza ovidiana s! mostra forte e pervasiva: Antonio Rossini, l'autore della monografía intitolata Dante and Ovid: A Comparative Study of Narrative Techniques, elenca 251 allusioni alle Metamorfosi. Per capire meglio I'approccio dantesco nel confront! dell'autore latino, dobblamo analizzare ! divers! mod! con cu! viene utillzzato !l testo ovi-diano nell'opera dl Dante. A llvello microtestuale della Commedia Ovidio compare come un poeta da imitare. Numeros! sono ! paragon! tratt! dalle Metamorfosi: pensiamo ad esempio al paragone delle rane In Inf XXXII, 31 che trae origine da Met VI, 370-381, o a quello della freccIa !n inf. VIII, 13-15 che deriva dal libro settimo delle Metamorfosi (776-778). Ugualmen-te notevole é TInflusso d'OviDio nel campo delle altre figure retoriche ed espressloni poetl-che: anche nel canto XXXIV Timmagine delle ombre che traspalono come "festuca in vetro" (v. 10) nel gélido lago del Coclto ha 11 suo antecedente nell'opera d'OviDio: "in llquidis tran-slucet aquls, ut ebúrnea si quis / signa tegat claro vel candida lilla vitro" {Met, IV, 354-355), dove si descrive con queste parole il giovane desiderato dalla ninfa Salmace. Ma accanto alTimitazlone appare anche 11 motivo delTemulazione, anzi Dante enuncia la superioritá della propria Invenzione poetica rlspetto a quella presente nel poema di Ovidio: "Taccia di Cad-mo e d'Aretusa Ovidio, / ché se quello in serpente e quella In fonte / converte poetando, lo1 NeU'edizIone di G. Gorni (Dante Alighieri, Vita Nova, a cura d! Guglielmo Gorni, Einaudi, Torino 1996) capitolo 16.13