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MARIA FOSSI TODOROW
Albrecht Dürer
Vi Albrecht Dürer, il piu grande pittore ed incisore tedesco del XVI secolo, si hanno moUi dati biografici, arricchiti anche dal suo epistolario e dal suo diario. Nacque il 21 maggio 1471 a Norimberga, dove il padre era giunto dallVngheria nel 1455. Nella bottega del padre, che era orafo, il gtovane Albrecht ap-prese i ptimi rudimenti dell'arte del disegno e del bulino, ma ben presto, nel 1486, entro nella bottega del pittore M. Wol-gemut, dove rimase per tre anni. In questo nuovo ambiente, e a contatto anche con il pittore fiammingheggiante H. Pleyden-wurff, il Dürer conobbe la traduzione locale dei grandi esempi fiamminghi (R. van der Weyden, D. Bouts, ecc.) che aliara do-minavano la cultura pittorica tedesca. Seguirono, fra il 1490 e il 1494, gli anni dei viaggi di studio: e probabile, ma non docu-mentato, che il Dürer si sia recato net Paesi Bassi; si sa invece con certezza, che fu in varie citta tedesche prima di giungere, nel 1492, a Colmar dove si era diretto per incontrare Martin Schongauer, il piu grande allievo tedesco di Roger van der Weyden, ed il piu noto incisore di allora. L'incontro non poté avvenire a causa della morte improvvisa dello Schongauer, ma il Dürer fu accolto dai fratelli del pittore, uno dei quali, l'orefice Giorgio, lo fece collaborare a Basilea alla illustrazione di libri con xilografie. Nel 1494 egli torna a Norimberga per sposare Agnes Frey, figlia di un ricco mercante, e ne r ipar te nello stesso anno per l'Italia forse per sfuggire alla peste, ma piu probabilmente perché invitât o con altri a Venezia per incidere in legno la grande veduta della citta disegnata da Jacopo de' Bar bari. In Italia il Dürer si trat tenne soprattutto a Venezia do-ve frequentb gli studi del Bellini, del Carpaccio e del Vivarini e ando anche a Padova per conoscervi il Mantegna. Ritornato a Norimberga apri nel 1496 il suo studio ed ebbe anni di intensa attivita sia in pittura ( vari ritratti e pale d'altare ) che in ind-sione, fino a che nel 1505 non tornó per la seconda volta in Italia. Durante questo secondo soggiorno lavorb molto e i
m er can ti tedeschi di Venezia gli commissionarono un'ancón a per Vahare della loro parrocchia di San Bartolommeo (la Festa del Rosario, ora a Praga); da Venezia ando a Bologna per incontrarvi Luca Pacioli e approfondire cost le sue conoscenze teoriche sulle proporzioni del corpo um ano; forse visito altre citta it alian e prima di tornare a Norimberga nel 1507. Al ritorno in patria seguono anni di grande attivita (fra i dipinti piu importanti e andata perduta la Pala con /'Incorona-zione della Vergine, commessagli dal commerciante di Fran-coforte, ]. Heller) e dopo il 1512-13 si dedica quasi esclusi-vamente all'incisione.
Nel 1515 e invítate dall'imperatore Massimiliano I a collaborare ad una serie di opere incisorie per onorare gli Asburgo, e in seguito alia morte dell'imperatore (1519) intraprende un viag-gio in Olanda (1520) per incontrarvi il successore Cario V ed ottenerne il rinnovo della pensione. II diario dettagliato del viaggio olandese, ricco anche di disegni di paesaggi e di ritratti, documenta vivamente questo importante episodio della vita dell'artista. Ad Anversa, a Bruges, a Gand e a Malines egli fu sempre trionfalmente accolto dai piu famosi artisti e personaggí del luogo che festeggiavano in lui il piu celebre artista tedesco. Conobbe cosí Quentin Metsys, Bernard van Orley, Joachim Patinier, Luca di Leida, ed ebbe modo di ve-dere i capolavori dei grandi quattrocentisti (i fratelli van Eyck, Roger van der Weyden, Hugo van der Goes, Hans Memling). Ritornato a Norimberga il Dürer lavorb ancora molto, divt-dendosi fra la compilazione dei trattati (che gia da anni aveva progettato di jare e per i quali aveva raccolto appun-ti e disegni) e varie opere di pittura (soprattutto splendidi ritratti e i Quattro Evangelist] ora all'Alte Pinakothek di Monaco) e d'incisione. Indebolito da una febbre malarica, forse presa in Olanda quando si avventurb nelle paludi per ved ere uno squalo, allora catturato, morí il 6 aprile 1528.